Le traballanti relazioni tra la Germania ed Israele

Israeli minister of Justice Ayelet Shaked speaks during the 6th Global Forum for Combating Antisemitism conference at the Jerusalem Convention Center, on March 20, 2018. Photo by Hadas Parush/Flash90 *** Local Caption *** ?????? ??? ?????? ????? ???? ?????? ??? ??????? ????? ???
Israeli minister of Justice Ayelet Shaked speaks during the 6th Global Forum for Combating Antisemitism conference at the Jerusalem Convention Center, on March 20, 2018. Photo by Hadas Parush/Flash90

Domenica 25 marzo il neo Ministro degli Esteri tedesco Heiko Mass (SPD) si era recato in visita ufficiale in Israele. Le aspettative dall’altra parte della barricata erano molto forti e, come vedremo, non sono rimaste deluse. Le previsioni di un miglioramento[1] delle ultimamente fredde relazioni israelo – tedesche si sono avverate e il Premier israeliano Benyamin Netanyahu può dormire sonni tranquilli. Sembrano appartenere a tempi giurassici le critiche furenti che il precedente Ministro degli Esteri Sigmar Gabriel, anch’esso con la tessera SPD in tasca, aveva suscitato quando ancora lo scorso dicembre aveva ricordato di fronte ad alcune ONG una sua esperienza nella città  palestinese di Hebron che lo aveva scioccato. Il Ministro degli Esteri si era ivi recato nel 2012 quando era ancora il capo della SPD all’epoca all’opposizione contro il governo della Merkel e dei liberali (FDP). Egli aveva appunto visitato la città in veste di rappresentante del maggior politico tedesco d’opposizione e le condizioni miserabili nelle quali erano e sono ancora tenuti a vivere 200mila palestinesi di fronte a 7mila coloni israeliani armati di tutto e punto e spalleggiati dall’esercito lo avevano fatto esclamare come ci trovassimo di fronte ad una situazione di apartheid verso la popolazione palestinese.” Dopo aver messo subito le mani in avanti specificando che non era sua intenzione quella di paragonare l’apartheid israeliano a quello più tristemente famoso del Sud Africa, Gabriel ci tenne comunque a specificare chele condizioni dei palestinesi sono terribili e senza dignità  (…) Perfino alcuni soldati dell’esercito israeliano mi hanno detto sotto anonimato che le condizioni sono insopportabili (…) Israele ha sì diritto di difendersi ma non c’è alcuna giustificazione nel continuare una politica di colonizzazione che qui a Hebron è testimoniata ogni giorno”.[2]

Gabriel pensò di esprimere i suoi più che legittimi pensieri da esponente politico tedesco, all’epoca come già citato ancora all’opposizione, sulla sua bacheca di Facebook scatenando polemiche furenti e reazioni scandalizzate sia in Germania che in Israele. Le sue dichiarazioni non vennero scordate dalla politica di estrema destra sionista, da anni saldamente al potere in Israele, tanto che nell’aprile dell’anno scorso Netanyahu annullò all’ultimo minuto un incontro istituzionale con lui, nel frattempo divenuto Ministro degli Esteri sotto il penultimo governo Merkel, con la motivazione ufficiale che quest’ultimo si era rifiutato di cancellare un incontro con un’organizzazione di soldati israeliani denominata Breaking the Silence, che da anni raccoglie e pubblica in forma anonima le esperienze e le confessioni in prima persona di militari operanti nei Territori Occupati. Va da sè che questi soldati con un minimo di coscienza ancora rimasta confessano a tale organizzazione le quotidiane violazioni dei diritti umani e i numerosi soprusi giornalieri verso la popolazione palestinese che quasi mai trovano spazio nei liberi media israeliani ed occidentali. Altro atto imperdonabile per Bibi, che lo spinse ad annullare l’incontro, fu la volontà da parte di Gabriel di incontrare l’ONG israeliana B’Tselem, che da anni lotta invano contro l’occupazione israeliana della Cisgiordania e contro gli illegali insediamenti di coloni.

Ebbene ora lo stesso Premier può dormire tranquillo, come detto all’inizio. Il neo ministro Maas ha tutta l’intenzione di migliorare i precari rapporti israelo – tedeschi. Basta perciò con tutte queste stucchevoli denunce di crimini israeliani in Palestina. Nella sua recente visita il ministro, secondo stesse fonti israeliane riportate con onor di merito ed onestà intellettuale solamente dal quotidiano tedesco di sinistra TAZ[3], ha perfino deciso di volare con un elicottero offertogli dalla collega israeliana sopra i territori occupati. Questo gesto, all’apparenza insignificante ma molto simbolico, non era stato compiuto nemmeno da Trump, quello stesso uomo di fiducia della lobby sionista negli USA che aveva proclamato di voler trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Nel suo breve viaggio in elicottero sui territori palestinesi occupati, che gli estremisti sionisti hanno ribattezzato in termini biblici Giudea e Samaria, non si sono registrati momenti di tensione come nella precedente visita di Gabriel. Il lettore si ricorderà forse che lo stesso Maas, ora appunto Ministro degli Esteri per l’ennesima esperienza di grande coalizione a guida Merkel, era stato fino all’anno scorso Ministro della Giustizia. Lui stesso era stato il fautore di quella controversa legge che secondo alcuni porterebbe di fatto ed anche de iure alla censura di idee politicamente scorrette ed alternative sul web; nello specifico la legge tedesca approvata lo scorso anno, un’avanguardia nel mondo occidentale, obbliga Facebook ed altri media cosiddetti “sociali” a cancellare entro 24 ore post considerati (da chi non si è ancora ben capito) violenti, razzisti ed espressione di intolleranza“ pena una draconiana multa di 50mila Euro. Ammesso e non concesso che si riesca a controllare il libero pensiero in Germania, già di per sè ingabbiato da auto censure varie e dal dogma contemporaneo del politicamente corretto, la legge scritta da Maas è un chiaro esempio di tentativo di controllo di uno di quei pochi spazi ahimè ancora liberi e dove è possibile leggere opinioni diverse dalla narrativa ufficiale, come appunto la rete.

Forse è per la sua precedente esperienza politica nel campo della Giustizia che il Ministro degli Esteri tedesco ha deciso di condividere il suo volo inaugurale sui territori palestinesi assieme alla Ministra, per usare un termine caro alle femministe nostrane, della Giustizia Ayelet Shaked[4]. Quest’ultima donna politica, iscritta dal 2013 ad un movimento di estrema destra religiosa che si può tradurre in italiano come Focolare Ebraico“, in passato era stata accusata di esprimere opinioni razziste verso i palestinesi, tanto che persino un organo notoriamente filo – arabo come il Washington Post nel 2015[5] se n’era uscito con un articolo dal titolo emblematico di “Il nuovo Ministro della Giustizia israeliano considera tutti i palestinesi come dei nemici. In particolare si criticavano alcun sue uscite pubbliche, anch’esse da lei riportate su Facebok, nelle quali aveva preso spunto da un articolo di uno scrittore israeliano di nome Uri Elizur il quale aveva definito i bambini palestinesi come piccoli serpenti“ ed adducendo la possibilità legittima di distruggere le case nelle quali queste piccole serpi trovavano rifugio.”[6] Il post della politica israeliana di estrema destra, come spesso accade in casi come questi, venne tardivamente cancellato ma questo non impedì al Presidente turco Erdogan di paragonarlo ad alcune dichiarazioni storiche di Hitler, scatenando l’ennesima crisi diplomatica. Particolare interessante è che la futura Ministra della Giustizia scrisse queste parole di fuoco qualche giorno dopo che tre adolescenti israeliani vennero trovati senza vita, episodio che scatenò la furiosa rappresaglia di Israele che nel luglio 2015 bombardò senza tregua per settimane intere la Striscia di Gaza uccidendo 1.400 persone, tra cui molti bambini. Il bombardamento vittorioso dell’unica democrazia in Medio Oriente permise all’estrema destra di vincere le successive elezioni e alla signora in questione di occupare lo scranno del Ministero di Giustizia. Ce ne sarebbero di altre cose da dire sul conto della Ministra che ha incontrato Heiko Maas, come per esempio la proposta di annettere ufficialmente la West Bank e di creare un sistema giuridico di discriminazione[7] tra cittadini israeliani e palestinesi legittimando così de iure quel timore di apartheid di Stato così criticato da Gabriel, ma ci basterà sapere che sempre lei su Facebook ha definito il nuovo Ministro degli Esteri tedesco come un suo amico personale“.[8]

Pensiamo che non si debba aggiungere altro sulla nuova politica estera tedesca nei confronti di Israele. Lo scorso dicembre Sigmar Gabriel di fronte ad alcune organizzazioni dei diritti umani, compresa una a carattere musulmano che da anni opera (ironia della sorte) nel quartiere berlinese di Kreuzberg nel contrasto all’antisemitismo nelle scuole e in generale tra i giovani migranti che vivono in Germania[9], esprimeva il suo dolore verso le miserabili condizioni di vita dei palestinesi ricordando una sua visita ad Hebron nel 2012. Ebbene queste dichiarazioni appartengono ormai ad un tempo remotissimo. Sembra altresì che sia passato un secolo dal discorso dell’allora Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz al Parlamento israeliano – la Knesset – nel quale esponenti del governo di estrema destra si erano alzati per protesta oppure avevano fatto mancare il loro applauso di fronte a sue poche e lapidarie frasi di condanna degli insediamenti coloniali in Cisgiordania e al consumo delle fonti idriche da parte di Israele, che lascia ancora oggi solo qualche precaria goccia ai palestinesi[10]. Era il 2014 ed evidentemente il vento anche all’interno di quello che rimane della sinistra tedesca è nel frattempo mutato. Ora si preferisce migliorare le relazioni diplomatiche incontrandosi con esponenti politici ebraici, le cui dichiarazioni di intolleranza pubblica avrebbero messo una pietra tombale su qualsiasi carriera politica qualora fossero state espresse in Germania. Tuttavia le relazioni tra la Germania ed Israele sono sempre state particolari per i notori motivi storici e non c’è nemmeno da sorprendersi come la recente dichiarazione di Netanyahu di voler espellere i richiedenti asilo politico provenienti dall’Africa e di redistribuirli in vari paesi europei, tra cui la Germania, non abbia destato nessun tipo di clamore qui. Come non dimenticare poi la vendita negli anni scorsi da parte della Germania stessa ad Israele di sommergibili capaci in linea teorica di ospitare al loro interno ordigni nucleari. La giustificazione ufficiale di tutti i governi tedeschi è che loro non potevano sapere se Israele disponeva di testate atomiche dal momento che questo tema è sempre stato un tabù anche se è risaputo a tutti, compreso quel famoso fisico israeliano arrestato decenni fa a Fiumicino dal Mossad e tuttora in carcere, come in verità  altro non sia che un segreto di Pulcinella. Potremmo concludere questo breve articolo ricordando che neanche una settimana dopo l’entusiastica visita di Maas in Israele l’esercito israeliano abbia sparato a Gaza su una folla pericolosissima armata di fionde e sassi uccidendo 14 giovani manifestanti, senza che nessun giornale di rilievo né partiti politici tedeschi abbiano chiesto conto al Ministro Maas dell’opportunità di visitare e soprattutto di elogiare un paese che qualche giorno dopo si sarebbe macchiato di crimini (come sempre impuniti) contro l’umanità. Mentre scrivo, sembra che la situazione non sia affatto migliorata e si contino altri morti, tutti palestinesi, sul campo. Ancora una volta la politica tedesca ed una certa sinistra di governo ha dimostrato tutta la sua lungimiranza oppure la sua….connivenza.

[1] https://www.tagesschau.de/ausland/maas-israel-109.html

[2] https://www.timesofisrael.com/german-foreign-minister-under-fire-for-accusing-israel-of-apartheid/

[3] http://www.taz.de/!5489804/

[4] https://en.wikipedia.org/wiki/Ayelet_Shaked

[5] https://www.washingtonpost.com/news/worldviews/wp/2015/05/07/israels-new-justice-minister-considers-all-palestinians-to-be-the-enemy/?utm_term=.0f0b76edd64d

[6] https://www.thedailybeast.com/knesset-member-walks-back-on-facebook-post-calling-palestinian-kids-little-snakes

[7] https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2018/02/israel-west-bank-palestinians-ayelet-shaked-high-court-law.html

[8] http://www.israelnationalnews.com/News/Flash.aspx/412774

[9] https://www.berliner-zeitung.de/politik/antisemitismus–sigmar-gabriel-debattiert-in-kreuzberg-mit-muslimischen-migranten–29296852

[10] http://www.spiegel.de/politik/ausland/israel-knesset-abgeordnete-verlassen-saal-bei-rede-von-martin-schulz-a-953022.html

Precedente Il terzo fronte Successivo Perchè la guerra contro la Russia è inevitabile

Lascia un commento