Cambiano i cancellieri ma il vassallaggio tedesco rimane

E adesso che la Merkel ha dichiarato di non volersi più ricandidare per le elezioni generali del 2021, chi sarà alla guida della CDU e, di converso, molto probabilmente a capo della Germania? Nel dicembre del 2018 si erano tenute le primarie all’interno della CDU ed a spuntarla fu l’ex governatrice della piccola regione della Saarland, quella stessa Annegret Kramp-Karrenbauer scelta dalla Merkel in persona per ridare nuova linfa al partito in crisi. Tuttavia la continua caduta di gradimenti nei sondaggi, unita alla malagestione della recente crisi post-elettorale in Turingia, hanno spinto l’AKK a dimettersi nel febbraio di quest’anno, riaprendo la gara alla successione all’interno del primo partito di Germania. A ritornare in corsa è Friedrich Merz, già parlamentare europeo nonché ex portavoce della CDU nel Parlamento tedesco. Molto popolare tra la base del partito, l’avvocato Merz è tuttavia avvantaggiato sia perché è un miliardario, sia per le sue decennali partecipazioni nel gotha del mondo finanziario tedesco. Stando alle informazioni tratte dalla sua pagina in italiano di Wikipedia, il politico Merz, se eletto cancelliere, potrebbe accumulare su di sé vasti poteri direttivi i quali, uniti ai suoi indubbi e consolidati vantaggi economici, potrebbero rappresentare un grave conflitto di interessi, alla pari di quanto avvenuto in Italia con l’ex premier Silvio Berlusconi e negli Stati Uniti con l’attuale presidente Donald Trump. Ecco i dati, presi di pari passo da Wikipedia[1]:

Dopo aver lasciato la politica, Merz ha lavorato come avvocato aziendale. Dal 2004 è Senior Counsel presso l’ufficio di Mayer Brown a Düsseldorf, dove lavora nel team di corporate finance; prima del 2004 era stato consigliere senior di Cornelius Bartenbach Haesemann. Il suo lavoro di avvocato lo ha reso un miliardario, entrando in numerosi consigli di amministrazione di società. Dal 2005 al 2009 è stato membro del consiglio di vigilanza di Interserch e di Deutsche Börse. Dal 2006 membro del consiglio di amministrazione, di vigilanza e dell’Advisory Board di Stadler Rail, IVG Immobilien, Deutsche Rockwool, DBV-Winterthur Holding, Odewald & Compagnie, Ernst & Young Germany, Axa Konzern AG, WEPA Hygieneprodukte GmbH. Tra il 2010 e il 2011, Merz ha rappresentato gli azionisti di WestLB, un’istituzione di proprietà pubblica che era stata in precedenza il terzo istituto di credito della Germania, nelle trattative per il passaggio di proprietà. Dal 2010 al 2014 membro del consiglio di vigilanza del Borussia Dortmund, dal 2010 al 2019 presidente dell’Advisory Board di HSBC Trinkaus. Dal 2011 membro del comitato consultivo internazionale di Robert Bosch GmbH, dal 2016 presidente del consiglio di vigilanza di BlackRock Germany, dal 2017 presidente del consiglio di vigilanza dell’aeroporto di Colonia-Bonn.

Per inciso la società BlackRock, di cui Merz come visto è presidente del relativo consiglio di vigilanza, con sede a New York, è il più grande fondo di investimenti al mondo. Sempre secondo Wikipedia, BlackRock gestisce un patrimonio totale di oltre 6 000 miliardi di dollari (a dicembre 2017), di cui un terzo in Europa[2]. Ma non sono solo le sue conoscenze da insider del mondo della finanza a dargli una posizione di vantaggio alle prossime primarie della CDU, bensì anche la protezione offertagli dal grande fratello americano, quel protettore di qualsiasi governo tedesco dal 1945 ai giorni odierni. Infatti dal 2009 al 2019 il politico miliardario Merz è stato anche presidente della lobby tedesco-americana Atlantik-Brücke, in italiano “Ponte atlantico”. Fondata nel 1952 ad Amburgo, l’Atlantik-Brücke è ufficialmente un’organizzazione no profit che si prefigge lo scopo di favorire e rafforzare i valori dell’atlantismo e della comprensione tra la Germania e gli Stati Uniti[3]. Attraverso incontri informali, conferenze, tavole rotonde, workshop, documenti condivisi, discorsi pubblici, consigli da parte di consulenti esperti e via dicendo, questa vera e propria lobby americana nel cuore della Germania ha lo scopo imprescindibile di controllare le mosse politiche di qualsiasi governo tedesco e di redarguirlo, se necessario, qualora adotti delle politiche contrarie agli interessi americani. Per fare un esempio: nel 2003 i rapporti tra i 2 Paesi si erano fatti molto tesi, non appena il cancelliere socialdemocratico Gerard Schröder si era rifiutato di offrire supporto logistico e politico alla criminale invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti di George Bush Jr. Negli stessi mesi Angela Merkel, all’epoca all’opposizione con la sua CDU, qualche mese prima dell’attacco illegale, poiché senza mandato ONU, all’Iraq di Saddam Hussein aveva invece offerto solidarietà agli Stati Uniti attraverso una lettera-manifesto molto controversa.

Guarda caso la politica Angela Merkel, la quale qualche anno dopo nel 2005 sarebbe stata eletta per la prima volta cancelliera, è anche lei membro della lobby atlantista Atlantik-Brücke. Ma lei non è la sola, anzi la lista è lunga e comprende diverse personalità di primo piano del mondo della politica e dell’economia tedeschi. Ancora una volta Wikipedia, e non qualche oscuro blog complottista, ci informa con la lista di alcune illustri personalità politiche, che erano o sono tuttora membri dell’organizzazione “Il ponte atlantico”, tra cui[4]:

  • La già citata cancelliera Angela Merkel (CDU).
  • Sigmar Gabriel, attuale presidente della SPD, nonché ministro degli Affari Esteri e vicecancelliere; 2013-2017 ministro dell’Economia e dell’Energia; 2005-2009 ministro dell’Ambiente, della Conservazione della Natura e della Sicurezza Nucleare.
  • Philipp Rösler, del partito liberale della FDP, attualmente all’opposizione; 2009–2011 ministro della Sanità; 2011-2013 ministro dell’Economia e della Tecnologia, nonché ex vicecancelliere tedesco ed ex presidente della FDP.
  • Dorothee Bär, vice segretaria generale della CSU, il partito gemello della CDU in Baviera, membro del comitato del programma televisivo RTL.
  • Joachim Pfeiffer, CDU, membro del Parlamento tedesco, portavoce della politica economica per il gruppo parlamentare CDU / CSU.
  • Christian Lindner, presidente del partito FDP (liberali).
  • Stefan Liebich, del partito della Linke (estrema sinistra), membro dell’Atlantik-Brücke dal 2009 al 2018; membro del Parlamento tedesco, membro della Società tedesca per la politica estera, membro della Società tedesco-israeliana.
  • Karsten Voigt, SPD; 1999–2010 coordinatore del governo tedesco per la cooperazione tedesco-americana, membro dell’Aspen Institute di Berlino, dell’organizzazione Iniziativa Atlantica, dell’International Institute for Strategic Studies, del direttivo del Forum tedesco-russo.
  • Claudia Roth, , membro dell’Atlantik-Brücke dal 2005 al 2010, ex copresidente del partito verde Bündnis90 / Die Grünen
  • Cem Özdemir, attuale presidente del partito verde Bündnis90 / Die Grünen.
  • Katrin Göring-Eckardt, membro dell’Atlantik-Brücke fino al 31 dicembre 2013, presidente del gruppo parlamentare di Bündnis 90 / Die Grünen; 2005-2013 vicepresidente del Parlamento tedesco.

Il lettore più attento avrà probabilmente notato come della suddetta lobby tedesco-americana facciano parte esponenti di tutti i partiti politici che, ad eccezione della Linke che tuttavia era stata fondata nel 2007 anche a seguito della scissione di parlamentari socialdemocratici che comunque in precedenza erano stati al governo con Schröder, negli ultimi 20 anni si sono succeduti alla guida della Germania. Sia la CDU che la SPD, che dal 2013 governano assieme con la formula della grande coalizione, assieme al partito bavarese della CSU, sia i verdi che i liberali, anch’essi rispettivamente al governo in passato con Schröder e la Merkel, insomma tutti i partiti politici tedeschi che si rispettano e che desiderano andare al potere, devono prima subire il “battesimo” da parte dell’associazione atlantista filo-americana dell’Atlantik-Brücke. Perfino un parlamentare dell’estrema sinistra, come visto, ne ha fatto parte. In questo momento l’unico movimento politico ad essere escluso dal prestigioso club è quello di estrema destra dell’Afd, convintamente anti-immigrazionista, che guarda caso da anni subisce attacchi mediatici da tutti i mezzi di comunicazione tedeschi, oltre che dagli altri partiti.

Ma se si va al ritroso nel tempo, risulta impressionante prendere atto di come quasi tutti i cancellieri tedeschi, o comunque personaggi politichi di grande rilevanza, siano stati membri attivi dell’Atlantik-Brücke. Sempre beninteso stando a quanto riportato da Wikipedia[5], ad essere stati o, ad esserlo tuttora, soci del club atlantico sono stati l’ex cancelliere Helmut Kohl (CDU), l’ex cancelliere Helmut Schmidt (SPD), l’ex presidente della Repubblica Richard von Weizsäcker (CDU), l’ex presidente della Repubblica Joachim Gauck (apartitico anche se fieramente anti-comunista), ancora un altro ex presidente della Repubblica come Christian Wulff (CDU), l’ex ministro degli Interni Thomas de Maizière (CDU), l’ex ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg (CSU), l’ex ministro degli Esteri Guido Westerwelle (FDP), ed infine la cancelliera Angela Merkel, ovviamente anche lei della CDU. Per arrivare fino al già citato presidente del club, quello stesso Friedrich Merz che nel 2021 potrebbe diventare cancelliere. Ebbene tutti questi illustri personaggi politici, che negli ultimi 40 anni hanno ricoperto importantissimi incarichi pubblici in Germania, hanno fatto parte dell’Atlantik-Brücke.

Ma non finisce qui: ad esserci dentro ci sono anche giornalisti e direttori di giornali, i cui editoriali vengono letti ogni giorno da milioni di persone, come per esempio Kai Diekmann, redattore capo della Bild, il giornale più letto in Germania, Katja Gloger, redattrice generale del magazine Stern, una delle riviste più seguite in Germania, Josef Joffe, pubblicista e condirettore del quotidiano conservatore Die Zeit, Stean Kornelius, capo della sezione di politica estera del quotidiano bavarese Süddeutsche Zeitung, oppure anche quell’ex editorialista dello Spiegel dal nome Jan Fleischhauer, ora impiegato presso un’altra rivista importante in Germania come Focus, il quale nel maggio del 2018, all’indomani cioè della formazione del governo populista tra grillini e Lega, aveva definito[6] noi italiani come “gli scrocconi di Roma” per la nostra presunta attitudine a chiedere soldi a prestito senza pudore alcuno. Va da sé che tutti questi giornali e riviste, nei quali lavorano membri attivi dell’Atlantik-Brücke, si contraddistinguano tuttora per una feroce russofobia nei confronti della Russia di Putin, oltre che per un convinto filoamericanismo, che soprattutto durante gli 8 anni di presidenza di Obama aveva toccato delle vette spesso imbarazzanti.

Inoltre ad aver fatto parte del club atlantico, ma soprattutto atlantista per la difesa dell’ideologia del libero mercato, sono stati uomini e donne di punta del grande business multinazionale tedesco, diversi ex ambasciatori americani in Germania, perfino un gigante della politica americana ai tempi della Guerra Fredda come Henry Kissinger, oltre al tedesco Axel Springer, fondatore dell’omonimo gruppo mediatico che controlla la Bild e il Die Welt, il più grande di Germania e tra i più estesi del mondo intero. Ad essere precisi, ad aver fatto parte del consiglio direttivo dell’associazione sono stati anche ex membri del partito nazista, impiegati presso l’azienda chimica I.G. Farben, che tra le varie funzioni aveva anche quella di produrre il Zyklon B, il letale pesticida che ha ucciso per soffocamento milioni di ebrei ed altre persone innocenti nelle camere a gas. Uno fra tutti fu il dott. Kurt Hansen, membro del partito nazista dal 1931 ed internato dagli americani dopo la guerra per compartecipazione a crimini contro l’umanità, per poi essere rilasciato[7] e, qualche anno dopo, nominato membro a tutti gli effetti dell’Atlantik-Brücke[8].

Pertanto l’eventuale nomina a futuro cancelliere dell’ex presidente, fino al 2019, del Ponte Atlantico, l’avvocato miliardario Friedrich Merz, non rappresenterebbe di certo una cesura per la Germania contemporanea, anzi si inserirebbe nel solco della tradizione. Americanismo spinto e fedeltà incondizionata ai desiderata della finanza. Questi 2 fattori, che più di ogni altro stanno spingendo il mondo attuale sull’orlo del baratro, per via delle numerose avventure belliche dell’Occidente e dei ciclici collassi economici, saranno altrettanti 2 fari per il probabile cancelliere Merz, lo stesso che in un dibattito pubblico[9] del 2005 con l’ex politico socialdemocratico Oskar Lafontaine, poi passato alla Linke, aveva preso le difese delle riforme Hartz del mercato del lavoro, ideate però non dalla CDU, all’epoca all´opposizione, bensì dal partito, a Merz teoricamente avverso, della SPD.

A suggello plastico di quella grande alleanza tra un mondo della politica in Germania sempre meno divergente all’interno delle sue fazioni, e quello industriale, vero grande protettore, assieme all’ingombrante presenza militare americana, di qualsiasi governo tedesco, la candidatura di Merz sembra calzare a pennello.

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Merz

[2] https://it.wikipedia.org/wiki/BlackRock

[3] https://en.wikipedia.org/wiki/Atlantik-Brücke

[4] https://de.wikipedia.org/wiki/Liste_von_Mitgliedern_der_Atlantik-Brücke

[5] https://de.wikipedia.org/wiki/Liste_von_Mitgliedern_der_Atlantik-Brücke

[6] https://www.spiegel.de/politik/ausland/italien-die-schnorrer-von-rom-kolumne-a-1209266.html

[7] https://de.wikipedia.org/wiki/Kurt_Hansen_(Manager)

[8] https://de.wikipedia.org/wiki/Liste_von_Mitgliedern_der_Atlantik-Brücke#cite_note-künh73-35

[9] https://www.youtube.com/watch?v=dZi-B7pidHQ

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