La futura Cancelliera di Germania

The KKK took my baby away, cantavano i Ramones in una vecchia canzone degli anni ’70. In verità il temuto gruppo segregazionista degli stati americani del Sud c’entrava ben poco, visto che il riferimento era alla fidanzata soffiata da uno dei Ramones al suo “fratellino”. Ora i tempi e gli spazi geografici sono ben altri: ci troviamo in Germania alla vigilia di quelli che potrebbero esseri i ruggenti anni ’20 del terzo millennio, ed abbiamo una certa AKK che rischia di soffiare voti, e non più bambini o fidanzate, dai suoi fedeli elettori. Premettiamo subito che la sigla non rappresenta un nuovo modello di Kalashnikov, bensì un’altra arma, altrettanto efficace. Per chi infatti non seguisse la politica tedesca, l’AKK altro non è che l’acronimo di Annegret Kramp Karrenbauer, dal dicembre scorso nuova segretaria della CDU, il partito della Cancelliera Merkel. Il simpatico acronimo rischia di durare per molti anni, dal momento che l’erede della Mutti potrebbe governare la Germania a partire dalle prossime elezioni. Tuttavia, il cammino rischia di essere impervio per l’AKK, per una serie di posizioni conservatrici ed una grave gaffe commessa la settimana scorsa che, se fosse avvenuta in Italia avrebbe con tutta probabilità sortito un certo scandalo mediatico destinato a durare per giorni interi.

I fatti sono questi: giovedì scorso la segretaria della CDU si trovava a Costanza, nella Germania del Sud, per celebrare il Carnevale. Altra doverosa premessa: l’AKK è una politica dichiaratamente cattolica e, come tra breve vedremo, negli ultimi anni si è lasciata andare ad una serie di esternazioni che hanno confermato la sua posizione conservatrice su alcuni temi etici. Inoltre l’italiano non residente in Germania deve sapere che, essendo il Carnevale una festa tradizionalmente cattolica con influssi pagani, non viene festeggiata in tutte le regioni – Länder – tedesche, bensì solamente in quelle a maggioranza cattolica, come per esempio a Colonia, Costanza appunto, la Baviera e più in generale nella Germania del Sud. D’altra parte a Berlino, a maggioranza atea ma storicamente circondata dalla campagna luterana, e nelle altre regioni protestanti del nord, il Carnevale semplicemente non esiste. Chiuse le piccole ma doverose precisazioni, vediamo cos’ha combinato la papabile prossima Cancelliera per meritare tutte queste reazioni scandalizzate. Ebbene la Signora, assieme ad altri politici locali, si era travestita con abiti improbabili (almeno per una politica) all’interno di quel particolare contesto locale che viene definito “Stockacher Narrengericht”, termine tedesco un po’ difficile da rendere in italiano ma che potrebbe tradursi con una specie di “Tribunale dei matti”. In pratica un politico ma anche un qualunque personaggio pubblico di primo piano, sempre beninteso travestito con abiti carnevaleschi, deve autoaccusarsi pubblicamente su un palco di fronte ad una platea di centinaia di persone, confessando quelli che sono, o dovrebbero essere, i suoi vizi o difettucci. Concluso l’autodafè scherzoso, l’imputato, o in questo caso l’imputata, è autorizzato a prendere in giro e sbeffeggiare altre persone.

Sembra ahimè che l’AKK abbia esagerato, poiché ha preso di mira i cosiddetti intersessuali. Quest’ultimi, da non confondere con i transessuali, vengono considerati come quelle persone appartenenti ad una terza categoria sessuale, nel senso che dalla loro nascita non è chiaro geneticamente se appartengono al sesso maschile o a quello femminile. Avrà capito molto bene il lettore quanto il tema, in un periodo nel quale i controversi studi gender sono ormai una prassi comune in molte università, sia estremamente delicato. Eppure la Signora Karrenbauer ha pensato bene di tagliare la realtà col coltello e di approfittare del clima carnevalesco (e forse di qualche birra di troppo?) per esprimere una battuta infelice. Il suo riferimento era alla cosiddetta frazione “Latte – Macchiato”, presente nella capitale Berlino, che a suo modo di vedere perderebbe il suo prezioso tempo a discutere della possibilità di introdurre dei bagni per il terzo sesso. Il latte macchiato sembrerebbe una presa in giro di quelli hipster berlinesi, che sarebbero patiti di questa bevanda. Ma è stata la successiva battuta ad aver scatenato le maggiori perplessità e reazioni indignate tra i social; parlando sempre del terzo genere sessuale, l’AKK ha definito i suoi appartenenti come “uomini che non sanno ancora se per fare pipì devono sedersi o stare in piedi”. Sempre secondo lei, in mezzo a questa difficile scelta ci starebbe la toilette, proposta dalla classe politica a Berlino. In verità le reazioni si sono fatte un po’ attendere ed appena un giorno dopo la sua “performance”, il sindaco socialdemocratico di Berlino, Michael Müller, ha reagito affermando che anche a Carnevale non ogni scherzo vale e che quindi bisognerebbe darsi un contegno, soprattutto se si è personaggi pubblici, seguito a ruota da simili dichiarazioni di politici berlinesi. Da italiani, è sempre curioso immaginare cosa sarebbe successo nel nostro paese se a rilasciare simili dichiarazioni fosse stato Salvini, magari travestito durante una sfilata in una qualsiasi città del Nord Italia, o magari uno dei candidati del PD. Potremmo supporre che non l’avrebbero passata lisciata e che le reazioni unanimi dei media, col solito seguito di intellettuali impegnati, non si sarebbero fatte attendere.

Invece in Germania lo scandaletto è durato qualche ora. In realtà il tema dei sessi è da sempre ostico per la candidata cattolica alla prossima Cancelleria. Già nel 2015 l’AKK, alla domanda su che cosa pensasse dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, oltre a ribadire la sua profonda contrarietà, aveva rincarato la dose aggiungendo che di questo passo si sarebbe arrivati a garantire il matrimonio tra parenti o anche tra più persone. Detto altrimenti, aveva paragonato il matrimonio gay all’incesto e alla poligamia. Proviamo solo per un attimo a riflettere se ad aver detto una cosa simile fosse stato il Presidente russo Vladimir Putin, da tempo considerato dai nostri obiettivi media occidentali come il principale fautore di una politica omofoba in Russia. Ma siamo in Germania e certe esternazioni possono essere perdonate. Inoltre non ci risulta che all’epoca l’AKK avesse chiesto scusa né tanto meno che negli ultimi giorni lei stessa abbia fatto marcia indietro sull’incauta affermazione sui bagni berlinesi per il terzo sesso, rilasciata a Carnevale. Probabilmente, a suo modo di vedere, attendere che la tempesta passi è la strategia vincente; d’altra parte la sua carriera lo dimostrerebbe chiaramente. Negli ultimi anni la Signora Kramp Karrenbauer è passata dal ruolo di Ministro Presidente della piccola regione della Saarland, confinante con la Francia, a quello di possibile Cancelliera del Paese più ricco d’Europa. Inoltre ogni anno la politica dà letteralmente il meglio di sè per Carnevale, senza che gli elettori la guardino con scetticismo. Per esempio sempre quest’anno, come da sua tradizione, si era travestita da Putzfrau – ossia da donna delle pulizie – durante l’apertura del Carnevale nella sua Saar. Nessuno ha fiatato né alzato la mano per chiedere se una simile persona possa un giorno guidare i destini della Germania e dell’Europa. Onestamente anche per i suoi più critici detrattori sarebbe arduo immaginare una nostra Boldrini, per citarne una, travestirsi da donna delle pulizie per il Carnevale, mettiamo, di Viareggio. Le femministe con tutta probabilità la accuserebbero seduta stante di aver tradito la loro causa, avendo abbracciato la narrativa sessista.

Tuttavia, parlando finalmente di temi seri, la vera preoccupazione per noi europei tutti è che negli ultimi anni, per essere esatti dal 2011 al 2018, la politica democristiana ha guidato da Ministro Presidente la piccolissima regione della Saar, citata sopra. Il problema è che questo minuscolo Land, sebbene sia stato da lei governato per sette lunghi anni, è ancora oggi uno dei più poveri dell’intera Germania. Il tasso locale di disoccupazione, negli ultimi anni oscillante tra il 6 ed il 7%, è sopra la media nazionale del 5,3% e si avvicina di molto a quello delle regioni orientali ex comuniste, tradizionalmente più povere. Inoltre il tasso di povertà locale è aumentato costantemente sotto la guida dell’esecutivo KKK, arrivando alla ragguardevole percentuale del 17%, anch’essa non molto lontana da quella dei Länder, che fino a trent’anni fa facevano parte della DDR. Nell’ottobre scorso un servizio della radio pubblica tedesca aveva messo in evidenza, soprattutto con interviste a cittadini locali, la cronica mancanza di infrastrutture, di servizi essenziali come banche e supermercati nei piccoli borghi, la disoccupazione giovanile a livelli superiori rispetto alla media nazionale e la costante penuria di insegnanti nelle scuole. Inoltre, sebbene la regione sia confinante con la Francia ed il bilinguismo diffuso, i più giovani avevano denunciato l’inesistenza di iniziative culturali, come concerti, veramente internazionali e non invece provinciali. Fino all’ottobre scorso, come detto, governava da anni la probabile futura Cancelliera di Germania ed anche adesso, sebbene la disoccupazione ed i tassi di povertà nella “sua” regione siano leggermente arretrati, la situazione risulta peggiore rispetto a quella dei Länder vicini.

E se queste sono le premesse per il futuro nuovo governo della locomotiva d’Europa, temiamo che le sue battute, anche se bilingui vista la sua perfetta conoscenza del francese, non saranno apprezzate né a Berlino né a Bruxelles.

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