Pausa per un libro

Carissimi lettori e lettrici,

vi comunico una notizia molto importante, almeno per me: da oggi questo blog va in pausa indefinita per il semplice motivo che io, assieme ad un mio amico, sto scrivendo un libro sulla Germania.

Le cose stanno proprio così. Io ed un altro mio amico, anche lui residente in Germania ed anche lui amante della scrittura, stiamo realizzando un libro, di cui ovviamente non svelo ancora il titolo, sulla realtà tedesca e sui suoi numerosi lati poco conosciuti al pubblico italiano.

In verità il libro è praticamente già concluso; dobbiamo solo ricontrollarlo e, aspetto più importante ed al tempo stesso più difficile, trovare una casa editrice che ce lo pubblichi.

Pertanto, in attesa che la fatidica opera venga finalmente data alle stampe, questo blog non verrà aggiornato con nuovi articoli, a meno che non scoppi una guerra o che la Merkel si dimetta. Non so quanto tempo durerà questa mia pausa forzata, so benissimo che pubblicare un libro in Italia da perfetti, o quasi, outsider è un’impresa al limite della disperazione, ma noi non demordiamo.

Se ovviamente qualcuno di voi dovesse conoscere qualche editore, o qualche contatto utile nel mondo letterario, me lo potrebbe far gentilmente sapere al seguente indirizzo mail: [email protected] In tal caso vi ricontatterò subito in forma privata.

Vi ringrazio ancora per continuare a seguirmi e, qualora io abbia delle novità sull’auspicabile data di pubblicazione del libro e sul suo titolo, ovviamente vi terrò aggiornati!

Grazie a tutti e a tutte!

Un caro saluto e a presto

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11 commenti su “Pausa per un libro

  1. Anonimo il said:

    Se hai tanti lettori sul blog, ci sono molti modi di pubblicarlo “online” e venderlo tramite distribuzione digitale. Non so che target di prezzo hai, ma io farei cosi’.
    Andare sul cartaceo non so quanto poi renda….. chi lo compra? chi ti conosce ti ha trovato su google, cercando cose sulla germania.

  2. deutschevita il said:

    La sua è un’ottima osservazione ma da un po’ di tempo a questa parte sentivo la necessità di mettere sul cartaceo alcuni miei articoli online. E poi siamo in 2 a scrivere questo libro. 🙂 Diciamo che è una sfida nuova. Vediamo come va…. Poi magari vedremo se sarà possibile avere anche la versione ebook.

  3. Anonimo il said:

    È un’ottima idea scrivere un libro sulla Germania ( e sui tedeschi anche) ed offrire a noi lettori di poter avere una visione e conoscenza maggiori di questo grande ed importante paese, specie se queste ci vengono da parte di Italiani che vi abitano, la amano e la possono descrivere con confronti equamente critici. In Italia infatti ancora troppi pregiudizi e stereotipi, inesattezze e un non nascosto senso di inferiorità, caratterizzano il nostro comune sentire e rendono più complicato un rapporto tra popoli sì diversi ma che amano relazionarsi. Per quanto riguarda la casa Editrice La nave di Teseo sembra essere una delle più innovative ed attente nell’odierno panorama letterario giacché interessata alla pubblicazione di opere non allineate al pensiero unico. E un contatto con il critico Vittorio Sgarbi, se possibile, potrebbe essere assai utile. Spero di ricevere presto notizie per potere presto acquistare la vostra opera e, sin d’ora, molti complimenti ed auguri per l’affascinante impresa intrapresa.

  4. deutschevita il said:

    Premetto che io amo la cultura tedesca, almeno fino a Thomas Mann, ma non nutro una grande simpatia per questo tragico e violento popolo, che da sempre soffre della sindrome d’assedio. Su questo non ho nessun problema a fare “outing”. Lo scopo mio e di questo mio amico è appunto quello di picconare, alla Cossiga, il mito tedesco. La ringrazio per la dritta ma la vedo dura avere un contatto diretto con Vittorio Sgarbi. Grazie ancora e buona giornata!

  5. Anonimo il said:

    Scusa la domanda ovvia…. se non ti piacciono i tedeschi, cosa ci stai a fare li? Per soldi? Immagino che tua moglie/compagna non sia tedesca…. Sei un globetrotter del tipo “se qua va tutto in merda, semplicemente mi sposto da un’altra parte”, oppure stai con loro?
    Per quanto possa condividere le tue “critiche”, resta il fatto che il tema principale di questi anni e’ proprio il concetto di popolo/stato:
    1. gli stati sono disgregati per via della globalizzazione/liberalizzazione di merci, persone e capitali
    2. pochi possono trarne vantaggio, la maggior parte della gente non può e/o non vuole emigrare.
    3. ne consegue che quando collassa tutto, i primi ad essere “odiati” sono proprio le multinazionali, gli stranieri (te compreso magari, se non sei uno di loro, integrato), e tutti quelli che fanno la bella vita.

    Concordo che certi nazionalismi sono ridicoli/patetici, per esempio i polacchi (e non solo) ricevono miliardi da EU, hanno la loro moneta del cazzo svalutabile, pero’ sono in EU, non vogliono immigrati, non vogliono l’euro, non vogliono l’aborto…. e sti cazzi??

  6. deutschevita il said:

    Buongiorno,

    premetto che, tentando almeno di scrivere e comunicare in un italiano corretto, non comprendo cosa significhi il termine globetrotter. Se magari me lo spiega, mi fa un favore. Eviti per favore di darmi del tu visto che non ci conosciamo, grazie.

    Non so nemmeno io perché mi trovi qua ma so solo che non voglio rimanervi. Sarà divertente vedere i massacri etnici tra nativi tedeschi e risorse islamiche dalla televisione italiana. Mi divertirò molto.

    Da secoli i polacchi hanno combattuto, al contrario degli italiani da secoli servi infedeli, contro gli ingombranti vicini russi e tedeschi. Sanno riconoscere una dittatura a distanza. Lei sa quanti partigiani italiani c’erano prima del 25 luglio 1943. Glielo dico io così le risparmio l’inutile sforzo: 0. E quanti partigiani c’erano dopo il 25 aprile 1945? Un’intera nazione, ovviamente antifasssssista per dirla alla Peppone. Non penso che un popolo sia obbligato ad adottare l’Euro. Lei cosa ne pensa?

    Sui nazionalismi di principio sono d’accordo con lei; infatti uno dei scopi di questo piccolo spazio è di smontare il ridicolo nazionalismo tedesco.

    Eviti di usare altre parolacce altrimenti la cancello per sempre. In questo spazio si parla solo ed esclusivamente un italiano da persone civili.

  7. Anonimo il said:

    Non sa perché si trova li? haha è ricco? che strano privilegio poter vivere in una nazione straniera dicendo “non so nemmeno perché mi trovo qui”. Significato di globetrotter? sono i giramondo, gli apolidi come lei, per i quali non fa differenza Nova York da Berlino, le titillevoli aragoste ci sono sempre. Non si è obbligati ad usare l’euro? allora per cosa si è fatta la UE? c’era già la UE prima dell’euro, si è fatta l’unione monetaria senza obbligare il 100% dei partecipanti ad implementarla. L’unica scusata è la norvegia che in compenso paga 5 miliardi ogni anno per “rimanere nel club” con la sua moneta. Ma tutti i paesi dell’est andrebbero buttati fuori, altro che “romania nella UE” , “Turchia nella UE”.
    I turchi in germania… il nazismo non tornerà più, la meticizzazione è ormai irreversibile, ed è quello che vuole Trump, per impedire il mondo multipolare, e farlo rimanere atlantico-centrico.
    Sarà divertente quando tornerà in italia, trovando un paese peggiore della germania…. ah no, lei scrive libri…. è della high class…. hahah
    saluti

  8. Paola il said:

    Molto bene la sua risposta! Ce ne sono già troppi di blog, siti vari e desolanti trasmissioni televisive dove l’aggressività e le parolacce regnano sovrane, possibile che sia diventato così difficile scambiarsi pacate opinioni e dialogare civilmente? Se mi permette vorrei rispondere ad Anonimo: una persona nel corso della sua vita può anche avere l’idea di provare a vivere e lavorare in un altro Paese, perchè nel proprio non trova nulla di adeguato ai propri desideri o perchè è convinto che da un’altra parte le cose funzionino meglio e ci sia più rispetto per le persone ed i lavoratori, influenzato in questo da alcuni luoghi comuni sentiti per anni. Poi magari l’esperienza diretta smentisce questa convinzione, quindi non trovo per niente strano che si possa cambiare idea e magari nel confronto rivalutare anche quello che si è lasciato e quindi pensare di tornare indietro oppure cercare in un altro Paese. Anzi, trovo ammirevole che una persona voglia testare personalmente le sue convinzioni riguardo lo stile di vita di altri popoli e poi riconosca onestamente che non è tutto oro quello che luccica. Come ha detto qualcuno parecchio tempo fa, solo i morti ed i cretini non cambiano mai idea.
    Persegua il suo obiettivo del libro, la determinazione e perseveranza sono virtù da coltivare e anche queste ormai in via di estinzione! Mi permetta un affettuoso abbraccio.

  9. deutschevita il said:

    Buona sera,

    ironia, questa sconosciuta… A parte che non sono tenuto a dirle dove e perché vivo. Comunque se lo vuole sapere, la Germania non è un paradiso, anzi non lo è mai stato. Lo sa quali 2 paesi sono cresciuti di meno in Europa? Vuole un aiutino o ce la fa da solo?

    Le ricordo anche che in Germania lavoro e pago le tasse, compreso quel contributo di solidarietà per le regioni orientali ex DDR. Ma la riunificazione, in verità Anschluss, non è stata un successo? Eppure tutti i lavoratori residenti in Germania devono contribuire con la trattenuta sulla busta paga a finanziare l’ennesimo successo tedesco da Weimar in su. Le aragoste nemmeno mi piacciono; preferisco il ragù bolognese del Lidl che tutto sommato non è niente male.

    Mi pare che lei si esprima come Fusaro. Ho la cittadinanza italiana, ergo non mi pare di essere apolide.

    Il nazismo è stata solo l’ennesima maschera indossata dal popolo tedesco. Quando la recessione diventerà depressione in Germania, i tedeschi medi dovranno trovare un nuovo capro espiatorio. Si guardi quello che è successo negli anni ’90 in Cermanien.

    Apro parentesi: Sprechen Sie Deutsch? Wie oft waren Sie in Deutschland?

  10. deutschevita il said:

    PS Tornando al discorso dei paesi dell’Est, lei quindi mi sta dicendo che era giusto obbligare tutte le nazioni UE ad adottare l’Euro?

  11. deutschevita il said:

    Quando le persone capiranno che tutta l’Europa è in crisi epocale, forse solo in quel momento potremo tentare di cambiare le cose.

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