Gli inconfessabili segreti del successo della Merkel

Prima di immaginare chi potrebbe succedere alla Signora Merkel alla Cancelleria tedesca, risulta quasi doveroso enumerare in maniera, per una volta telegrafica, i motivi principali, per i quali l’odierna cancelliera sia riuscita a governare per 4 legislature il Paese più potente d’Europa. Le cause sono spiegabili con la sua diligente applicazione di un’agenda fissata da entità economiche e politiche, in non pochi casi esterne alla stessa Germania. I maggiori punti che la Merkel doveva ed ha effettivamente applicato, per conto d’altri, sono stati infatti i seguenti:

  1. Stagnazione dei salari reali interni.
  2. Conferma della politica macroeconomica di deflazione interna (salari e prezzi tenuti artificiosamente bassi).
  3. Come conseguenza dei punti 1 e 2, di cui sopra, boom dell’export tedesco all’estero (conferma del neomercantilismo tedesco) a tutto discapito di investimenti interni in infrastrutture e capitale umano.
  4. Aggravamento delle povertà in Germania e delle relative diseguaglianze sociali (per esempio: in Germania 1 bambino su 7 è rischio povertà, a Berlino e Brema 1 su 3).
  5. Salvataggio delle banche commerciali tedesche (e francesi) che, prima delle gravi crisi dei debiti sovrani europei dal 2009 in poi, avevano elargito generosi prestiti ai Paesi dell’Europa meridionale, facendoli così indebitare con le conseguenze sociali ed economiche per il Sud Europa, che sono sotto gli occhi di tutti.
  6. Conferma delle politiche di massacro sociale in Germania, iniziate dal premier socialdemocratico Schroeder sul finire degli anni ’90. (minijobs e sussidi Hartz in primis).
  7. Introduzione del pareggio di bilancio (il cosiddetto Fiscal Compact) all’interno della Costituzione tedesca.
  8. Accoglienza della manodopera siriana a costo zero (infatti la Germania non ha speso un solo centesimo per andare a prendere i migranti nei loro Paesi, dal momento che sono venuti qui di loro sponte) e conferma dei salari bassi interni.
  9. Boom dell’export commerciale tedesco anche grazie ad un Euro troppo debole per la Germania ma troppo forte per l’Italia e la Francia.
  10. Conseguente salvataggio dell’Unione Europea e delle sue politiche di austerity, interne ed esterne, a discapito delle altre nazioni europee, impossibilitate a spendere a deficit per superare le crisi economiche anticicliche.
  11. Conferma dell’illegale surplus commerciale tedesco al 9% (vietato secondo le medesime regole europee, che la Germania vorrebbe far rispettare al resto d’Europa e che prevedono un surplus massimo del 6%), senza il rischio alcuno di dover pagare delle sanzioni alla Commissione Europea.
  12. Creazione e conferma del Fondo Europeo Salva Stati (il cosiddetto MES), che dovrà essere applicato alle altre nazioni industriali europee, concorrenti della Germania, per spezzarne la spina dorsale industriale e creare un esercito di disoccupati, altamente qualificati, che andranno ad emigrare in Germania.
  13. Sanzioni tedesche ed europee di carattere economico e tecnologico contro la Russia di Putin, previo diktat del precedente presidente americano Obama.
  14. Accettazione totale della versione americana ed atlantista in merito alle guerre di destabilizzazione in Afganistan, Iraq, Siria, Libia ed Ucraina.
  15. Accettazione totale della versione americana ed atlantista, secondo la quale l’Iran sarebbe uno “Stato canaglia”, tacendo però delle altrettanto gravi violazioni dei diritti umani da parte di Israele ed Arabia Saudita, tuttavia fedeli alleati mediorientali dell’Occidente.
  16. Aumento dell’export tedesco di armi leggere e pesanti verso l’estero, Turchia ed Arabia Saudita in primis.
  17. Conferma senza se e senza ma della fedeltà tedesca alla NATO (e relativo aiuto logistico nelle manovre militari provocatorie anti-Russia, compresa l’ultima esercitazione “Defender Europe 20”)
  18. Accettazione incondizionata del progetto relativo al Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra USA e UE, in breve TTIP (progetto meramente posticipato a tempi migliori).
  19. Criminalizzazione del dissenso nei confronti dei partiti populisti europei, bollati in toto come razzisti e fascisti, i quali nei prossimi anni potrebbero contribuire a far dissolvere l’UE e a far cessare così il predominio economico tedesco basato su un Euro troppo debole per la Germania.
  20. Criminalizzazione del dissenso interno nei confronti di milioni di cittadini tedeschi, impoveriti e critici nei confronti delle recenti politiche migratorie, bollati seduta stante come “razzisti” o “nazisti”.

La lista potrebbe essere molto più lunga, ma per ora questi punti sono sufficienti per comprendere come l’attuale cancelliera tedesca sia stata confermata per ben 4 volte al vertice della Germania, non tanto per la sua visione del futuro, totalmente inesistente, quanto per il suo scrupoloso rispetto dell’agenda europeista ed atlantista.

Precedente Anche sull'Iran la Germania si dimostra inconsistente Successivo Cambiano i cancellieri ma il vassallaggio tedesco rimane

2 commenti su “Gli inconfessabili segreti del successo della Merkel

  1. Anonimo il said:

    insomma, riassumendo il tuo testo:
    -risultati di breve termine: soldi a volontà per i soliti noti noti
    -risultati di medio termine: affossamento delle economie forti della EU : Francia e Italia.
    Tralascio i paesi dell’est, loro pensano di avere un ‘industria
    -risultati di lungo termine: distruzione dell’EU, Germania compresa.

    ne sei proprio convinto…..

  2. deutschevita il said:

    Ho semplicemente elencato i motivi per i quali, ovviamente secondo la mia personale opinione, la Merkel sia riuscita per 4 volte ad essere eletta come cancelliera. Tutto qua. Eventuali previsioni sul futuro le lascio a qualcun altro dal momento che non sono ancora in grado di leggere i tarocchi.

Lascia un commento