Soldati tedeschi (anche minorenni) di nuovo nel cuore d’Europa

Der Marsch des Vierten Reiches: Daily Star, 20.2.1990, Großbritannien, © Bill Caldwell

Nell’articolo precedente avevamo dato conto della ciclica campagna mediatica da parte del Ministero della Difesa tedesco al fine di arruolare nuovi giovani. Vista l’evidente urgenza del tema, il governo Merkel sta perfino pensando di reintrodurre il servizio militare obbligatorio per i neo diciottenni, suscitando l’appoggio di due cittadini tedeschi su tre.

Ora scopriamo un altro dettaglio interessante. Sempre in tema di rinnovato attivismo militare tedesco, diversi quotidiani tedeschi hanno riportato come il numero di minorenni, che a fine 2017 si sono arruolati nell’esercito, abbia raggiunto delle cifre record. Nello specifico, Il numero di reclute minorenni presso la Bundeswehr ha raggiunto il valore massimo di 2.128 unità  a novembre 2017. Per comprendere l’importanza dell’informazione, basti sapere che il numero di minorenni entrati ogni anno nell’esercito tedesco è passato dalle 689 unità del 2011 alle 2.128 citate sopra. Di tutte le reclute minorenni, 448 sono donne. La percentuale dei minorenni sul totale delle nuove leve in Germania è di circa del 7%. Le cifre ufficiali per il 2018 verranno pubblicate quest’anno.

La strategia comunicativa dell’esercito tedesco sta evidentemente funzionando alla grande, per usare un termine giovanile. Il marketing militarista comprende persino una serie Youtube che sta riscuotendo un certo successo tra i giovani. Il nome, ben poco originale a dire il vero, è traducibile in italiano con Reclute e su Youtube questa mini-serie in cui si esaltano i nuovi giovani tedeschi in divisa sta collezionando tra le 200mila ed 1 milione di visualizzazioni a puntata. Un’altra serie online molto popolare in Germania si chiama Mali, dal nome del paese africano dove l’esercito tedesco svolge dal 2015 operazioni di peacekeeping. Il nuovo militarismo non risparmia nemmeno le aule universitarie: l’anno scorso gruppi di studenti universitari berlinesi avevano protestato contro il volantinaggio dell’esercito effettuato anche all’interno degli spazi universitari. I consigli studenteschi della Humboldt e della Freie Universität avevano deciso in maniera congiunta di impedire la campagna pubblicitaria all’interno degli spazi pubblici dell’Università, fallendo tuttavia l’obiettivo.

Ma il nuovo impegno della Bundeswehr non finisce qui, anzi. Un articolo del 22 marzo dello Spiegel ha documentato il completamento di centinaia di progetti da parte dell’esercito con scuole e asili avvenuti negli ultimi due anni, i quali hanno coinvolto almeno un migliaio di bambini. Le attività  hanno spaziato dall’uso condiviso di piscine coperte, allenamenti di calcio e giornate di lettura fino alle cosiddette parate delle lanterne attraverso le caserme, una specie di giocosa simulazione di quelle vere dedicate ai soldati adulti. A tutto questo non potevano mancare le campagne di raccolta fondi, che hanno raggiunto la non indifferente cifra di 100.000 euro negli ultimi due anni. Il denaro è andato agli asili e alle istituzioni per il benessere dei bambini e dei giovani, i quali anche in Germania non sempre riescono ad ottenere i necessari finanziamenti da parte dello Stato. Per fortuna ci ha pensato l’esercito a supplire a questa mancanza, in cambio si intende di pubblicità. Negli ultimi anni la Bundeswehr ha stipulato accordi con i diversi stati federali tedeschi (i Länder), i quali le hanno concesso un accesso privilegiato alle scuole, alla formazione degli insegnanti e agli asili. Solo attraverso conferenze, discussioni pubbliche sul palco e volantinaggi, l’esercito è riuscito a raggiungere circa 400.000 bambini e adolescenti e 36.000 tra insegnanti ed impiegati. Questo impegno massiccio riuscirebbe forse a spiegare il boom dei minorenni abili ed arruolati, descritto sopra.

Sotto l’ottica estera, nemmeno in questo campo la Germania sta rimanendo con le mani in mano. Nel giugno di quest’anno ha partecipato, assieme ad altri paesi, ad esercitazioni militari NATO nell’Europa orientale per un totale di 30mila unità. Lo scopo è stato quello di testare le capacità di reazione in caso di un attacco improvviso da parte della Russia. L’aspetto fondamentale è che un ruolo di guida e coordinamento – eine Führungsrolle – è spettato proprio alla Germania. La nuova forza di reazione è stata aggiunta alla componente già esistente sul terreno, che attualmente comprende circa 20.000 soldati. Nei circoli militari questa operazione è stata denominata “WamS“, ed in essa la Germania ha giocato un ruolo da protagonista. “Abbiamo bisogno di essere più veloci e spostare rapidamente un gran numero di soldati e attrezzature come forma di deterrenza credibile e per dimostrare reattività alla difesa”, ha rivelato un diplomatico con la richiesta di rimanere anonimo.

Come riferisce la versione online dello Spiegel, con questa esercitazione la NATO ha inteso migliorare la mobilità militare al fine di poter trasportare in futuro le attrezzature pesanti come i carri armati più velocemente sul luogo di dispiegamento. Ciò richiede comunque dei miglioramenti nelle infrastrutture, ma anche la rimozione degli ostacoli amministrativi e l’adozione di decisioni politiche accelerate. La seconda fonte giornalistica è un articolo uscito nello stesso periodo sulle pagine della Süddeutsche Zeitung, considerato l’organo di riferimento più importante per i tedeschi meridionali. In poche telegrafiche righe si riportava la decisione congiunta dei paesi Nato, secondo la quale la Germania sarebbe diventata la sede di un nuovo comando centrale Nato in Europa. Secondo la Deutsche Presse Agentur (l’Ansa tedesca), durante la fase di riarmo contro la Russia (testuali parole riportate anche dal quotidiano) gli alleati occidentali hanno accettato di stabilirsi nella città di Ulm nel Baden-Württemberg, che diventerà appunto il quartier generale in Europa per la movimentazione di truppe rapide e per il trasporto di materiali. La locale caserma Wilhelmsburg è già  sede di un comando multinazionale per la conduzione di operazioni di crisi in tutto il mondo.

Insomma tra reclutamenti di massa anche tra minorenni ed esercitazioni militari nel cuore d’Europa in prospettiva di una guerra contro la Russia, la Germania dell’ennesimo governo Merkel sta dimostrando tutto il suo attivismo. Che questo sia un aspetto positivo per l’Europa, ancora in crisi per ben altri motivi, difficile dirlo.

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